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ANIMALI, BRAMBILLA: “ILLEGALE” LA “PET THERAPY” CON I DELFINI, INTERVENGA IL GOVERNO”. “PROMUOVERE INVECE PET THERAPY CON IL CANE PER AIUTARE I BIMBI MALATI”

Pubblicata il 26 luglio 2013

“Pet therapy” con i delfini? E’ contro la legge. Lo ricorda l’on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, in un’interrogazione ai ministri della Salute, dell’Ambiente e delle Politiche agricole sul delfinario di Fasano (Brindisi) dove, come riferiscono fonti di stampa, “si è tenuto un progetto terapeutico che ha coinvolto un gruppo di ragazzi con problemi di autismo che sono venuti a contatto con i delfini. I ragazzi, accompagnati da alcuni educatori, hanno prima assistito allo spettacolo e poi hanno interagito con i mammiferi presenti”.
In realtà, sottolinea l’ex ministro, prima firmataria di un progetto di legge che prevede la chiusura dei delfinari, il decreto del ministero dell’Ambiente 6 dicembre 2001 n.469 “Regolamento recante disposizioni in materia di mantenimento in cattivita’ di esemplari di delfini appartenenti alla specie Tursiops Truncatus”, in applicazione dell’articolo 17, comma 6 della legge 23 marzo 2001, n. 93, stabilisce agli artt. 37 e sgg che il nuoto con i delfini e’ vietato ed e’ permesso solo all’addestratore. Al veterinario, al biologo e al curatore e’ consentito effettuare immersioni con i delfini allo scopo di provvedere alla loro cura o all’ ispezione delle strutture. I delfini non devono essere alimentati dal pubblico ne’ entrare in contatto fisico con lo stesso. Durante le eventuali dimostrazioni, la sorveglianza dev’essere continua per evitare che i visitatori abbiano un contatto fisico con i delfini o gettino oggetti nelle vasche.
Inoltre, come affermato nel documento del Comitato Nazionale per la Bioetica “Problemi relativi all’impiego di animali in attività correlate alla salute e al benessere umani”, approvato il 21 ottobre 2005, è escluso che i delfini, specie selvatica, possano essere assimilati ad animali domestici impiegati nella “pet therapy” come cani, gatti e cavalli. C’è invece un’ampia letteratura scientifica sul rischio di trasmissione di malattie dai mammiferi marini all’uomo ed è documentato il rischio di incidenti provocati dall’interazione tra persone e cetacei nei delfinari.
L’ex ministro Brambilla chiede perciò “quali sono gli strumenti che i Ministeri competenti intendono porre in essere per evitare che siano reiterate palesi violazioni della normativa vigente”, quali garanzie si intendano offrire “affinché le strutture che detengono tursiopi in cattività non consentano più alcun contatto tra pubblico e cetacei- come accade non solo a Fasano – anche in ragione del rischio sanitario per visitatori e animali e se i ministri “non ritengano opportuno, a seguito delle costanti e reiterate violazioni del decreto sopraccitato, vietare alle strutture inadempienti di proseguire con le loro attività”.
“Le persone con disturbi autistici, soprattutto i bambini e i ragazzi – sottolinea l’ on. Brambilla – hanno diritto a tutte le attenzioni e le cure da cui possano trarre giovamento, compresa la “pet therapy” – che deve essere promossa perché é già stata ampiamente dimostrata la sua efficacia – ma non quella “fai-da-te” con animali selvatici. La “pet therapy”‘ come dice la parola, si fa con i “pet”, maggiormente con i cani, e a sua volta ha bisogno di essere disciplinata e regolata anche a livello nazionale: per questo e’ oggetto di una mia specifica proposta di legge”.

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