Lettere

CONSIDERAZIONI SUGLI STIPENDI

Pubblicata il 14 ottobre 2009

Sono un ingegnere di 50 anni con moglie e figlia a carico. Voglio risparmiare a tutti di elencare le ben note vessazioni economiche a cui sono stato sottoposto quale “ricco capitalista monoreddito” ( non si riesce a capire perché una famiglia che percepisce due stipendi da 20.000 € lordi è una “povera” famiglia, mentre chi ne percepisce 40.0000 € lordi, come monoredditto, è considerata alla stregua di “alta borghesia”), ma voglio fare qualche considerazione. Ora, tutti e anche i più allineati alla politica di Prodi (vedasi “Ballaro”), sono convinti che la finanziaria ha massacrato e massacrerà i redditi di tutte le famiglie. Quindi si vengono a presentare servizi nei quali si mostrano le condizioni delle famiglie alle prese con la quadratura dei conti a fine mese. Problema che non ammette soluzioni nel campo reale!! ( la soluzione e’ immaginaria, scusate la deformazione professionale ). La cantilena che si continua a sentire da parte dei partiti della sinistra è: «Ma come guadagna poco questo, ma quanto guadagno poco quest’altro», e cosi, via… E questo povero postino che guadagna solo 1.200€ netti al mese dopo 15 anni di servizio. Stiamo parlando di 2.312.000 di vecchie lire. Ora sembra che quello su cui si vuole agire siano solo gli stipendi. La parola d’ordine è “Aumentiamo lo stipendio a tutti ed in particolar modo a chi non fa parte dell’industria”. O almeno nell’industria a quelli che pensiamo che ci voteranno. E soprattutto, quindi, in pratica ancora più livellamento di tutti gli stipendi. Una considerazione sui rinnovi di contratto. Il sottoscritto fa parte di un livello “quadri” che con l’ultimo rinnovo del contratto percepirà circa 130€ lordi in due anni.
La finanziaria me li leverà tutti. In pratica per il sottoscritto non c’e stato rinnovo del contratto. Il problema fondamentale è che non si risolvono i problemi aumentando a tutti gli stipendi, ma deve funzionare l’economia reale, e cioè l’industria deve produrre ed esportare.
Ma perché ciò accada deve esserci innovazione e professionisti in grado di dare linfa a questa innovazione.
La sinistra parla di innovazione, di politiche industriali e….. ( invito tutti a leggere sul sito di Rifondazione Comunista il loro programma relativo alla innovazione e industria. Il programma di Confindustria in confronto sembra quello di una paese comunista. È chiaro che PRC ci sta perdendo per i fondelli ) a parole, la realtà vera è che chi dovrebbe fare innovazione non c’e e non ci sarà!
I nostri giovani hanno già capito l’andazzo. Le facoltà di ingegneria e tecnico-scientifiche sono deserte. Ci sono rimasti solo i professori a 5.000€ netti al mese messi lì vita natural durante dalla politica. E chi li muove più.
Qualcuno mi spieghi per quale ragione un giovane deve studiare fino a 27 anni, per poi aspirare a stipendi che rispetto ad un operaio differiscono di qualche centinaio di euro.
Qui mi si dirà ma è il mercato che detta gli stipendi, basta affrontare il mercato del lavoro. Faccio solo presente che le industrie non sono fatte solo da dirigenti, e non è concepibile che per guadagnare degnamente tutti gli ingegneri diventino tutti dirigenti o agenti commerciali.
Questo è quanto attualmente sta succedendo con il risultato che l’industria italiana sta andando a gambe in aria. Sì, perché gli ingegneri di cui sopra vanno a lavorare per le industrie straniere che hanno produzioni e ricerca nei loro paesi di origine e in Far Est.
Caro Presidente cosa ci propone?
Umberto